martedì 27 agosto 2013

XV Congresso Internazionale di Immunologia: la resa dei conti su cellule e anticorpi

5.000 esperti provenienti da 120 nazioni. Sono questi i numeri del XV Congresso Internazionale di Immunologia a Milano. L'atmosfera è stata quella della "resa dei conti". All'attenzione dei luminari le ultime novità in materia di cellule e anticorpi. I segni della mutazione sembrano in atto. 


Un gruppo di ricerca del "La Jolla Institute for Allergy & Immunology", guidato da Klaus Ley, ha sviluppato un vaccino che protegge i topi dall’aterosclerosi, una forma di arteriosclerosi, conseguenza principale di cellule infiammatorie prodotte dal sistema immunitario. Ad entrare a passo di marcia nel cuore del congresso sono state anche nuove prospettive per la cura della cirrosi biliare primaria, una patologia che colpisce il fegato provocando infiammazioni croniche e fibrosi. La cirrosi è una malattia autoimmune, vale a dire che l’organismo non riconosce come propri i suoi stessi componenti e mette in atto meccanismi immunitari per attaccarli. Il paradiso della cura si potrebbe chiamare "acido obeticolico",  una sostanza dalla struttura chimica simile a quella della bile umana che, come ha riferito David Shapiro, direttore scientifico della Intercept Pharmaceuticals, è in questo momento in fase di sperimentazione su 217 pazienti. 

Passi in avanti anche contro il rigetto dei trapianti. La linea di ricerca seguita dal gruppo dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica, guidato da Maria Grazia Roncarolo,  si inserisce in un approccio antirigetto più mirato di quello attualmente in uso perché, invece di sopprimere tutto il sistema immunitario, usa particolari cellule regolatrici, chiamate Tr1, per bloccare solo la risposta che si rivelerebbe dannosa in quel particolare caso. 

Tracciata la rotta anche per debellare il cancro. Jerome Galon, direttore di ricerca all’"INSERM" di Parigi, ha messo a punto un test, chiamato Immunoscore, che predice la capacità del sistema immunitario di un paziente di combattere le cellule tumorali. “L’uso di Immunoscore sul reperto raccolto alla biopsia o durante l’intervento può fornire informazioni fondamentali sulla prognosi e aiutare così a prendere decisioni sulle scelte terapeutiche da fare, per esempio in relazione al ricorso ai nuovi farmaci mirati” spiega Galon. 

Tra una sperimentazione e l'altra, Ruslan Medzhitov, dottore di ricerca in biochimica presso l’università di Mosca, ha ricevuto il premio "Else Kröner Fresenius" per il contributo alla comprensione delle interazioni fra il sistema immunitario innato – che fornisce una difesa immediata contro le infezioni – e il sistema immunitario adattativo – in grado di sviluppare risposte altamente specifiche agli agenti infettivi.



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