giovedì 20 giugno 2013

L'ORTOPEDIA SI FA STRADA. ANCHE LE PROTESI DIVENTANO BIODEGRADABILI

Protesi perfette anche con geometrie complesse e grandi dimensioni.
Un'isola felice su cui sembra essere approdata la ricerca, prevedendo la realizzazione a mezzo tecniche innovative, di biomateriali per protesi biodegradabili.
Il padre della ricerca, il gruppo di lavoro di Fernando Brandi, ricercatore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha messo a punto strutture, scaffold appunto (dall'inglese impalcature) che abbiano specifiche forme e dimensioni, per adattarsi alla struttura del corpo umano che dovranno sostituire, e che siano compatibili con le cellule dell’ambiente circostante. Un lavoro da bulino ottenuto grazie alla tecnica della stereolitografia, che permette di creare un oggetto per strati. 

"Gli scaffold -spiegano i ricercatori- vengono fabbricati attraverso diverse tecniche, tra cui la stereolitografia, che permette di realizzare oggetti tridimensionali partendo da immagini biomediche. Nel campo dell’ingegneria tissutale, spesso viene affrontata la sfida della specificità dell’architettura degli scaffold in base al tessuto che sostituiranno, mentre l’aspetto dei tempi necessari alla loro realizzazione viene lasciato in secondo piano, sebbene sia fondamentale perla loro  applicazione in medicina". 

Negli ultimi  anni nell'ambito della medicina applicata, notevole è stato l'aumento degli studi relativi alla realizzazione di biomateriali diretti alla costruzione di scaffold, ambienti biocompatibili e biodegradabili, dotati di una micro-architettura adatta a sostituire un tessuto umano, oppure a fare da impalcatura per sostenere la crescita di nuovo tessuto.

Nessun commento:

Posta un commento