martedì 28 agosto 2012

I segreti della molecola che valse il Nobel a Rita Levi-Montalcini

Parte lo studio di fase I che valuterà sicurezza e tollerabilità del Nerve Growth Factor ricombinante umano, molecola scoperta dalla Prof.ssa Rita Levi-Montalcini, per il trattamento di Cheratite Neurotrofica

Prof.ssa Rita Levi-Montalcini con la nipote Piera
Prof.ssa Rita Levi-Montalcini con la nipote Piera
È ancora solo uno studio di fase I, ma il fatto che sia riuscito a partire e che coinvolga proprio la proteina che valse il Nobel a Rita Levi Montalcini, il Nerve Growth Factor ricombinante umano (rhNGF) fa ben sperare: dopo 10 anni di studio, è partito il primo studio al mondo – totalmente italiano – che vuole valutare sicurezza, tollerabilità e farmacocinetica del fattore rh-NGF in collirio, per il trattamento di Cheratite Neurotrofica, in volontari sani maschi e femmine.

L’NGF è una proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni. I ricercatori di Anabasis hanno formulato l’ipotesi dell’efficacia dell’uso topico di NGF considerando che la Cheratite Neurotrofica è una patologia neurodegenerativa. "La Cheratite Neurotrofica è una grave patologia oculare degenerativa, causata da ridotta innervazione della cornea come conseguenza di svariati stati patologici (ad esempio diabete, lesioni erpetiche, interventi chirurgici) che può portare a conseguenze anche invalidanti, come ulcerazione e perforazione della cornea con conseguente perdita della funzionalità visiva”, ha spiegato  Stefano Bonini, direttore del Dipartimento di Oftalmologia del Campus BioMedico di Roma e fra i primi ricercatori al mondo a condurre studi sull’impiego di NGF in area oftalmica.

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